Diagnosi · Accessibilità digitale
Accessibilità digitale: obblighi, rischi e vendite mancate
Dal 28 giugno 2025 chi vende online al consumatore rientra nell'European Accessibility Act. Non conta quanto sei grande: conta che cosa vendi e a chi.
Il problema non è la norma. È l'attrito.
Un cliente apre il vostro sito alle undici di sera, dal telefono, con una mano sola. Aggiunge al carrello, arriva al pagamento, e il pulsante resta nascosto sotto la tastiera. Dopo trenta secondi va da un concorrente. Non avete perso quella vendita per il prezzo. L'avete persa per attrito.
Moltiplicate quella scena per le sessioni che il vostro sito gestisce ogni giorno e avete il motivo per cui l'accessibilità digitale è arrivata sul tavolo dei direttori commerciali, e non più soltanto degli uffici legali.
Per anni è stata un tema del settore pubblico. Dal 2025 non più.
L'European Accessibility Act, recepito in Italia con il decreto legislativo 82 del 2022, ha esteso gli obblighi anche ai privati. Il punto che sorprende molti amministratori è che non conta la dimensione dell'impresa, conta l'oggetto: se vendete al consumatore online, rientrate, a prescindere dal fatturato. L'unica esenzione riguarda le micro-imprese che forniscono servizi.
Che cosa rischiate
Il rischio che i manager sottovalutano non è la sanzione, è l'interruzione. Il regolamento di vigilanza di AgID prevede, tra le misure, il potere di oscurare il servizio non conforme. Per chi vende online, una sospensione anche breve nel momento sbagliato non è una voce da mettere a bilancio: è fatturato che non rientra. Va stimata come si stima il fermo di un magazzino.
Che cosa guadagnate
Un percorso di acquisto che funziona da tastiera, con contrasti leggibili, etichette al posto giusto e immagini descritte, non serve solo a chi usa uno screen reader. Riduce il carrello abbandonato per tutti: per chi ha fretta, per chi naviga sotto il sole, per chi ha una linea lenta, per chi ha settant'anni. È la ragione per cui chi progetta accessibile, quasi sempre, vende di più.
Cinque minuti, nessuna competenza tecnica
Sei esposto?
Rispondi sì o no alle dieci domande che seguono: ti diranno se rientri negli obblighi, quanto sei scoperto sul piano del rischio e quanto valore stai lasciando sul tavolo.
Dopo il test
L'analisi del vostro sito
Il test dice dove siete scoperti in generale. Il passo successivo è guardare il vostro sito.
Passiamo l'intero sito con gli strumenti di verifica automatica, poi controlliamo a mano tre pagine: la home, una pagina di prodotto o servizio, e il percorso che porta al contatto o al pagamento. È lì che si perdono i clienti, ed è lì che si concentra il rischio.
Ne esce una scheda di due pagine, entro cinque giorni lavorativi, che dice che cosa non va, quanto è grave e da dove conviene cominciare. Non è un audit completo e non sostituisce la dichiarazione di accessibilità: serve a capire quanto è grande il problema prima di decidere quanto investire.
Come lavoriamo
Tre modi di affrontarlo
Si può cominciare dalla diagnosi e fermarsi lì, oppure andare fino alla conformità e tenerla nel tempo. Quello che serve dipende da quanto pesa per voi il canale online e da quanto spesso lo cambiate.
1 Primo gradino
Il tuo pacchetto
Diagnosi
Capire quanto è grande il problema.
Verifica automatica dell'intero sito e controllo manuale del percorso critico. Scheda dei problemi in ordine di priorità, con la stima dell'impegno necessario per chiuderli e l'indicazione di che cosa è obbligo e che cosa è opportunità.
Per chideve decidere se e quanto investire, e non vuole farlo a sensazione.
2 Comprende il primo
Il tuo pacchetto
Conformità
Mettersi in regola, con le carte in ordine.
Tutto quello che c'è nella Diagnosi, più la dichiarazione di accessibilità, il meccanismo di feedback per gli utenti, le clausole da inserire nei contratti con i fornitori di piattaforma e componenti, e l'accompagnamento tecnico nella correzione.
Per chirientra nell'obbligo e vuole chiuderlo una volta, con un documento da mostrare.
3 Comprende il secondo
Il tuo pacchetto
Presidio
Perché non decada al primo aggiornamento.
Verifica a ogni rilascio, aggiornamento della dichiarazione, controllo dei componenti e dei fornitori nuovi, punto di contatto per le segnalazioni degli utenti e una relazione semestrale utilizzabile in consiglio e nella rendicontazione di sostenibilità.
Per chipubblica spesso e non vuole rifare tutto da capo ogni anno.
Il passo successivo
Richiedi l’analisi del tuo sito
Compila il modulo: vi ricontattiamo entro due giorni lavorativi per dieci minuti, poi cominciamo l’analisi.
GiangiacomoGallo
Lia RuoziBerretta
Il nostro Team si occupa da anni di piattaforme digitali, compliance e innovazione tecnologica.
Il libro
Su questo ho scritto un libro
Questa pagina è la versione breve. Il resto sta in «Accessibilità digitale e competitività», una guida ragionata alla disciplina italiana ed europea.
È scritta per imprenditori, fornitori di tecnologia e professionisti del marketing, cioè per chi deve decidere e non per chi scrive il codice.
Alessandro Maria Lerro, «Accessibilità digitale e competitività», Rubbettino, collana Input. In libreria e su Amazon.